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#33 - Un accordo da 2 trilioni, oro alle stelle e il segreto del Procurement che funziona

4 feb 2026

Edoardo Arbizzi

🌎 Sguardo Globale

🤝 India-UE: il matrimonio da 2 trilioni che ridisegna le supply chain

Dopo 20 anni di trattative stop-and-go, India e Unione Europea hanno finalmente chiuso il loro Free Trade Agreement. Annunciato il 27 gennaio 2026, questo accordo collega 27 stati europei con una delle economie in più rapida crescita al mondo. Per i team Procurement, significa ripensare completamente le strategie di sourcing.

Il timing è perfetto (o disperato). Mentre l’amministrazione Trump minaccia dazi del 50% sui prodotti indiani e continua la guerra commerciale con l’Europa, New Delhi e Bruxelles hanno deciso di trovarsi alternative più affidabili. “Questo accordo accelererà il disaccoppiamento commerciale da partner inaffidabili, riducendo le vulnerabilità ai dazi on-again-off-again e alla weaponizzazione delle supply chain”, ha dichiarato Alex Capri della National University of Singapore alla BBC.

Per Bruxelles, l’India è l’alternativa alla Cina. Per New Delhi, l’UE è un mercato stabile dopo il fallimento dei negoziati con Washington. Per i CPO europei, è l’opportunità di diversificare il sourcing riducendo la dipendenza da fornitori ad alto rischio geopolitico.

Le tariffe che cambiano il gioco:

  • Auto di lusso: da 70-110% a 40% (per veicoli sopra i €15.000, quota massima 200.000 unità/anno)

  • Auto elettriche: tariffe invariate per 5 anni (protezione del mercato locale indiano)

  • Tessile e gioielli: tariffe quasi azzerate, recuperando competitività persa nel 2023

  • Vino e spirits: riduzione graduale su più anni (modello UK-India)

In cambio, l’India ha negoziato meno restrizioni sulle esportazioni di acciaio e il ripristino dei benefici GSP (Generalised System of Preferences). Per i Procurement manager che acquistano acciaio indiano, questo significa costi più prevedibili e meno burocrazia.

Ma attenzione: le barriere non-tariffarie sono il vero problema.

Le tariffe scendono, ma i Procurement team devono fare i conti con ostacoli regolamentari significativi:

  1. CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): la carbon tax europea rappresenta una sfida enorme. Ajay Srivastava (GTRI) avverte che il CBAM “funziona di fatto come una nuova tassa di frontiera sulle esportazioni indiane”, colpendo soprattutto le PMI con costi di compliance elevati. Implicazione per il Procurement: i costi di compliance CBAM devono essere inclusi nel TCO (Total Cost of Ownership) quando si valutano fornitori indiani.

  2. Proprietà intellettuale: l’UE spinge per standard più rigidi su brevetti e protezione dati. Un tema critico per chi acquista farmaceutici e tecnologia dall’India, dove le normative IP sono storicamente più flessibili.

La lezione per il Procurement: Le tariffe che scendono non sono l’intera storia. I CPO devono rivalutare i fornitori indiani considerando il Landed Cost of Goods Sold reale, che include compliance CBAM e IP. Con l’implementazione prevista per il 2027, c’è tempo per rivedere le strategie di sourcing e diversificare contro la volatilità USA-Cina.

Ma attenzione: le barriere non-tariffarie potrebbero annullare i vantaggi delle tariffe ridotte se non vengono calcolate correttamente nel TCO.

🔗 Fonti: Al Jazeera, Yahoo! Finance, Procurement Magazine

💰 Oro a $5.000: il Procurement dell’elettronica nel caos

L’oro ha superato i $5.000 per oncia per la prima volta nella storia. Per gli investitori è una celebrazione, per i Procurement manager è un incubo. Quello che fino a ieri era “solo” una materia prima nel Bill of Materials, oggi è diventato un asset finanziario che fa tremare i budget.

Per chi acquista connettori, cavi, placcature aerospace o componenti medicali, questo è uno shock di costo materiale che sta costringendo a rinegoziare contratti dall’oggi al domani.

Natasha Kaneva, Head of the Global Commodities Strategy team di J.P. Morgan, aveva previsto questo scenario a fine 2025, ma è arrivato sei mesi prima. La banca ora prevede $5.055/oz nel Q4 2026, salendo verso $5.400/oz entro fine 2027. Tradotto: preparatevi al peggio.

I fornitori stanno bombardando i team con richieste di pass-through dei costi. I contratti a prezzo fisso firmati sei mesi fa? Stanno erodendo i margini di tutti, creando tensioni lungo tutta la supply chain. Category manager e CPO devono spiegare al CFO perché il budget materiali è esploso del 30% in un trimestre, e non è una conversazione piacevole.

La risposta immediata è stata attivare hedging tramite contratti forward e clausole di prezzo dinamico.

Chi ha investito in analytics AI-driven sta vedendo i benefici: scenario planning in tempo reale, valutazione del rischio fornitori, capacità di risposta rapida. Gli altri stanno improvvisando con Excel e preghiere.

Tendenza interessante che sta emergendo: il Procurement circolare accelera improvvisamente. Il recupero di e-waste e la rivendicazione di metalli preziosi diventano attrattivi quando l’oro vale $5.000/oncia. Aziende che prima ignoravano completamente il riciclo di componenti ora stanno costruendo programmi strutturati di reverse logistics. Quando i numeri cambiano, cambiano anche le priorità.

Come se non bastasse, il settore minerario si sta consolidando massicciamente. Zijin Gold ha appena acquisito Allied Gold per $4,01 miliardi. Per i Procurement team questo significa una cosa sola: meno fornitori, più potere di pricing concentrato, meno margini di negoziazione.

La lezione per il Procurement è brutalmente semplice: chi risponde rapidamente vince, chi aspetta perde. Significa mappare l’esposizione all’oro per ogni categoria merceologica, coordinare strategie di hedging con finance e treasury, rinegoziare contratti con clausole trasparenti e investire pesantemente nel riciclo. Ma significa anche collaborare con R&D per ridurre il contenuto di oro nei prodotti dove tecnicamente possibile. Alcune aziende stanno già esplorando materiali alternativi per connettori e placcature, con risultati promettenti.

La domanda vera è: il tuo team è abbastanza agile per adattarsi, o stai ancora aspettando che i prezzi “tornino normali”

🔗 Fonti: Procurement Magazine, J.P. Morgan Global Research

🖼️ Meme del giorno

🎙 Podcast Compri Bene

🤝 Procurement è una questione di persone — con Francesco Maffioli (Director of Purchasing - Carrier)

Nel nuovo episodio parliamo con Francesco Maffioli, che ha attraversato 25 anni di Procurement in settori molto diversi tra loro prima di arrivare a guidare gli acquisti in una grande multinazionale.
Ci racconta come fare integrazione tra global e regionale, come i champion interni accelerano l'adozione delle nuove tecnologie, e perché il Procurement deve essere coinvolto nello sviluppo dei nuovi prodotti dal primo giorno.

🎧 Ascolta l’intervista! ⬇️


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