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title: "#34 - Super Bowl, F1 e PFAS: quando il Procurement diventa spettacolo (e incubo)"
url: "https://www.compri.ai/it/blog/34-super-bowl-f1-and-pfas-when-procurement-becomes-spectacle-and-nightmare"
language: "it-IT"
category: "Blog"
subcategory: "Compri Bene Newsletter"
published: "2026-02-18"
updated: "2026-10-26T16:31:37+0000"
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# #34 - Super Bowl, F1 e PFAS: quando il Procurement diventa spettacolo (e incubo)

> La newsletter di compri.ai che dà i superpoteri ai team Procurement, con le ultime news nel mondo degli approvvigionamenti, dai cambi regolamentari alle best practice di settore.

## 🌎 Sguardo Globale

#### 🏈 Super Bowl LX: la masterclass di Procurement che muove $1 miliardo

Il **Super Bowl LX** si è giocato l’8 febbraio 2026 a Santa Clara, California. Patriots contro Seahawks, **oltre 1 miliardo di dollari** di impatto economico, e dietro le quinte c’è stata una macchina logistica e di Procurement che ha fatto impallidire la maggior parte delle supply chain aziendali.

Questo non è stato solo un evento sportivo. È stata la **seconda giornata dell’anno per consumo di cibo negli USA** dopo il Thanksgiving. Ogni tifoso ha speso in media **$58 in cibo e bevande**. Gli spot pubblicitari sono costati cifre astronomiche. E tutto ha dovuto funzionare perfettamente, perché il mondo intero stava guardando.

Anni di pianificazione logistica hanno coinvolto NFL, città ospitante, provider di trasporto e centinaia di vendor. Un evento durato poche ore ma che ha generato **$600 milioni di revenue diretta** alla NFL e un boost di **$300-500 milioni** per la città ospitante.

“_L’impatto economico è importante, ma l’impatto sociale è ciò che conta davvero_“ ha spiegato Zaileen Janmohamed, President e CEO del Bay Area Host Committee, “_Vedere i residenti orgogliosi di mostrare al mondo dove vivono: è per questo che lo abbiamo fatto_.”

Centinaia di **camion heavy-duty** hanno trasportato il campo da gioco in unità a temperatura controllata. L’intervallo (_half-time show_) ha richiesto props, sistemi di illuminazione e audio arrivati da tutto il paese. E le due squadre? Ciascuna ha richiesto “tra 4 e 6 grandi aeromobili” solo per trasportare team e famiglie. I camion hanno portato anche le concessioni allo stadio, abbastanza cibo e bevande per decine di migliaia di spettatori.

Ma la parte più interessante è il programma di Procurement, che ha il nome di **Super Bowl LX Source**, progettato per coinvolgere business della Bay Area, con focus su **aziende locali e diverse-owned**.

Il programma ha creato un database di fornitori event-ready in grado di gestire contratti Super Bowl e sfruttare **opportunità di lungo termine con NFL, team e partner**. Il contracting è durato **15 mesi** (dicembre 2024 - febbraio 2026). I business accettati hanno ottenuto visibilità per subcontracting e sviluppo professionale. Come legacy, sono stati inclusi nel directory Super Bowl usato da NFL anche dopo l’evento.

Tradotto: non è stato un evento one-off. È stato un programma che ha costruito relazioni di lungo termine tra fornitori locali e uno dei brand sportivi più grandi al mondo.

La lezione per il Procurement: invece di centralizzare tutto con mega-fornitori, NFL ha costruito un ecosistema di supplier locali con capacity building integrato. Il risultato? Supply chain più resiliente, impatto economico distribuito e relazioni durature invece di transazioni spot.

Domanda per i CPO all’ascolto che si occupano specificatamente di gestire eventi o progetti complessi: avete solo comprato forniture, o avete costruito ecosistemi di fornitori che creano valore condiviso?

🔗 **Fonti:** [**Procurement Magazine](https://procurementmag.com/supply-chain-risk-management/super-bowl-lx-logistics-procurement-2026](https://procurementmag.com/supply-chain-risk-management/super-bowl-lx-logistics-procurement-2026)),** [**Superbowl.com**](https://www.superbowl.com/procurement/local-supplier-program](https://www.superbowl.com/procurement/local-supplier-program))

#### **🏎️ F1 2026: reset motori = reset supply chain**

La F1 sta per cambiare tutto. Nel 2026 arriva un nuovo regolamento motori che sulla carta sembra tecnico, ma se lo guardi con l’occhio Procurement è un terremoto di relazioni cliente-fornitore, lock-in tecnologici e rischi regolamentari enormi.

Il motore non è “un pezzo”. È una **piattaforma integrata** molto costosa, nell’ordine dei milioni di dollari. E adesso quella piattaforma cambia completamente, riscrivendo la mappa di chi fornisce cosa a chi.

I contratti pluriennali più importanti del motorsport? **Mercedes** diventa il super-fornitore: quattro team (McLaren, Mercedes, Williams, Alpine) dipenderanno dai loro motori. Più clienti significa più volume, più dati, più peso negoziale. **Red Bull** fa il salto più rischioso: passa da compratore a produttore in-house per la prima volta, in partnership con Ford. Una transizione che tipicamente comporta nuove filiere e una curva di apprendimento ripida. **Ferrari** rimane sia produttore sia fornitore di due team, incluso il nuovo Cadillac. **Honda** torna con Aston Martin, mentre **Audi** entra ex novo con power unit proprietario.

La FIA ha definito il **perimetro dei vendor qualificati, e nello specifico sono 6 manufacturer**: Alpine, Audi, Ferrari, Honda, Mercedes, Red Bull Ford. Tutti gli altri sono solo rumore mediatico.

Il framework impone paletti chiari:

- componente elettrica vicino al **50%** della potenza totale
- carburante **100% sostenibile**
- costi contenuti

Il regolatore sta influenzando direttamente le strategie _make vs buy_ di ogni team.

Ma il vero reset è tecnico. Viene eliminato l’MGU-H (recupero energia da scarico). Al suo posto, l’**MGU-K** (recupero in frenata) diventa molto più potente: da **120 kW a 350 kW**. Quasi il triplo. Risultato: metà della potenza arriva dall’elettrico. E qua cambia tutto per il Procurement: aumentano criticità e valore di batterie, elettronica di potenza, cablaggi high voltage, gestione termica. Sale il rischio di **“component scarcity”** su categorie dove la domanda esterna (auto elettriche, data center, difesa) già spinge fortissimo.

Poi c’è il carburante: dal 2026 si passa ad **“Advanced Sustainable Fuels”** certificati, derivati da carbon capture e biomassa. In pratica, si comprerà da una **filiera certificata** con standard, audit e rischio reputazionale.

F1 2026 è il vero _supply chain drama_: un’industria che cambia specifica e vendor set contemporaneamente. Vince chi ha la migliore integrazione verticale, la filiera più resiliente e la capacità di assorbire cambi regolamentari senza buttare via mesi di lavoro. Il bello è che lo vedi in pista. Ma la partita si gioca mesi prima, nei contratti e nelle qualifiche fornitore.

🔗 **Fonti:** [**Motorsport.com](https://www.motorsport.com/f1/news/every-f1-teams-engine-supplier-for-the-2026-season/10789027/),** [**FIA](https://www.fia.com/news/fia-confirms-2026-formula-1-power-unit-supplier-registrations](https://www.fia.com/news/fia-confirms-2026-formula-1-power-unit-supplier-registrations)),** [**Formula 1](https://www.formula1.com/en/latest/article/2026-regulations-explained-all-you-need-to-know-about-f1s-new-power-units.14jfv7a36905uDJDdNyfQd](https://www.formula1.com/en/latest/article/2026-regulations-explained-all-you-need-to-know-about-f1s-new-power-units.14jfv7a36905uDJDdNyfQd)),** [**Sky Sports**](https://www.skysports.com/f1/news/12040/13505321/formula-1-fia-express-hope-of-solving-engine-controversy-ahead-of-2026-season-as-power-unit-dispute-continues](https://www.skysports.com/f1/news/12040/13505321/formula-1-fia-express-hope-of-solving-engine-controversy-ahead-of-2026-season-as-power-unit-dispute-continues))

## 🖼️ Meme del giorno

![Meme del coniglio che dice "no": in alto "quando il fornitore dice: non aggiungiamo PFAS consapevolmente", e il coniglio etichettato "EU" risponde no.](https://images.prismic.io/compri/VRwO355-Vhg8GEB__%5B34%5D.png?auto=format,compress)

## ♻️ Focus Sustainability

#### 🧪 **PFAS 2026: i "forever chemicals" che mandano in tilt il Procurement**

I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono sostanze chimiche sintetiche usate ovunque: **tessuti impermeabili, cosmetici, schiume antincendio, imballaggi alimentari**.

Il problema? Sono praticamente indistruttibili e si accumulano nell’ambiente e nel corpo umano. Per questo li chiamano “_forever chemicals_“. Ossia: sostanze chimiche che restano per sempre.

Le organizzazioni seguono da anni il dibattito UE sui PFAS, ma il **2026 è diverso**: le misure stanno entrando in vigore adesso, costringendo le aziende a dimostrare il controllo sui PFAS nei settori tessile, cosmetico, sicurezza industriale e nelle catene di fornitura con materiali riciclati.

Per i team Procurement la sfida è semplice ma brutale: individuare dove i PFAS possono essere presenti. Materiali, componenti, trattamenti superficiali, ausiliari di processo. E soprattutto: **quanto velocemente possono cambiare tutto senza compromettere prestazioni o mandare a monte gli impegni con i clienti**.

La **Francia** sta già facendo sul serio. Il **1° gennaio 2026** è entrato in vigore il divieto sui prodotti contenenti PFAS in 3 categorie:

- cosmetici
- tessuti per abbigliamento
- scioline (cere per far scorrere meglio sci e snowboard)

La Francia è un hub UE per la distribuzione transfrontaliera, quindi un divieto francese può rapidamente trasformarsi in vincolo di progettazione a livello UE.

Il **lavoro di conformità** è a monte: decisioni su formulazione prodotto, specifiche materiali, dichiarazioni fornitori e strategie di test devono essere implementate ben prima della spedizione. Affidarsi al principio “_non aggiungiamo PFAS consapevolmente_“ è sempre più inadeguato per applicazione normative e rischio reclami. Infatti, c’è un problema ancora più subdolo: le **tracce di contaminazione**. La conformità PFAS non riguarda solo l’aggiunta intenzionale. L’UE ha modificato il quadro POP per i PFOS, e dal 2026 le aziende dovranno controllare più attivamente le tracce in determinati materiali, soprattutto con materiali riciclati o catene multilivello.

Se nel vostro team di Procurement state aumentando il contenuto di materiale riciclato (per ESG, imballaggi o costi), avete bisogno di controlli che affrontino non solo i limiti PFAS, ma anche quelli POP. Altrimenti rischiate non conformità improvvisa dopo il ridimensionamento. Le aziende devono ampliare la governance PFAS oltre gli “elenchi sostanze vietate” e includere **due diligence fornitori, screening mirati e specifiche di approvvigionamento** che riflettano i vincoli POP.

La proposta di restrizione universale UE sui PFAS è ancora in valutazione da parte dell’ECHA, che ha dichiarato di completare la valutazione entro **fine 2026**. Per i dirigenti, il punto non è se il testo legale arriverà nel 2026, ma che la direzione è definita. L’eventuale restrizione sarà strutturata attorno a un gran numero di PFAS, deroghe limitate e periodi di transizione che **premiano chi si muove per primo e penalizzano chi aspetta**.

La conformità europea PFAS nel 2026 non riguarda più un futuro lontano: riguarda rispondere a divieti effettivi, gestire restrizioni già adottate e prepararsi a misure più ampie che arrivano entro fine anno. Chi aspetta, perde.

🔗 **Fonti:** [**Chemical Watch](https://www.chemicalwatch.com/pfas-regulations-europe-2026](https://www.chemicalwatch.com/pfas-regulations-europe-2026)),** [**EUR-Lex**](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32025R0718](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32025R0718))

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