🎯 Oggi parliamo di report di mercato e gestione delle scorte, ma anche di come il Chief Procurement Officer di un’azienda con oltre 30.000 dipendenti affronta un Procurement dalle sfide globali, trasformando la complessità in strategia grazie a una fortissima ottica di partnership.
Procurement nel 2025: tra sogni di AI e pressione sui costi
Nel 2025, i team procurement dovranno ballare sul filo del rasoio tra innovazione e sopravvivenza operativa. Ecco cosa emerge dal rapporto “State of Procurement” di Amazon Business, che ha coinvolto 3.500 leader aziendali globali (Italia inclusa):
- AI: Tanto hype, poca pratica. Il 93% delle aziende punta sull’intelligenza artificiale, ma l’adozione reale è cresciuta solo del 2%. L’AI serve principalmente per analisi della spesa (38%) e predittiva (23%), ma il vero potenziale è non è ancora stato sfruttato (e qui fateci fare la marchetta - “fortuna che c’è compri.ai”)
- Costi in ascesa: Il 34% dei procurement manager italiani sta già sudando per l’aumento dei costi di beni e servizi, e il 2025 non farà sconti. Anche con budget più ampi (+54% prevede maggiori investimenti), i margini restano sotto pressione.
- ESG in caduta libera: Solo il 17% considera la sostenibilità una priorità per il 2025 (nel 2024 era il 52%). Nonostante più obiettivi ESG fissati (55%), tradurli in azione è una sfida ancora aperta. Vi ricordo che a supporto qui forniamo anche un po’ di guideline sulle ultime normative (link)
Commento non richiesto dalla nostra panchina: vero tutto, ci torna tutto, la vera domanda da fare è - che azioni correttive i vari uffici Acquisti stanno mettendo in piedi per gestire tutto sto popo’ de roba? La risposta è ancora ignota, certo è che se si vive alla giornata non si riuscirà a “crackare” un anno come quello che ci aspetta.
Fonte: Il Sole 24 Ore





