⚙️ Nexperia sotto controllo olandese: l’Europa scopre la sua fragilità tecnologica
Ottobre 2025. Dopo settimane di tensione tra L’Aia e Pechino, il governo olandese ha deciso di mettere le mani su Nexperia, il produttore di semiconduttori con sede a Nijmegen ma controllato dal gruppo cinese Wingtech Technology.
È la prima volta nella storia che viene invocata la Goods Availability Act, una legge di emergenza nata per gestire crisi belliche, e ora utilizzata per una… crisi dei chip.
Dietro il linguaggio tecnico (“carenze di governance” e “rischi per la sicurezza nazionale”) si nasconde un problema ben più ampio: l’Europa è ancora dipendente dalla Cina per i chip più semplici ma più diffusi, quelli che fanno funzionare tutto — dai tergicristalli alle lavatrici.
I numeri parlano chiaro: Nexperia fornisce tra il 70 e l’80% dei semiconduttori “discreti” impiegati dall’industria europea. Quando l’Aia ha congelato le decisioni strategiche dell’azienda, l’intera supply chain automobilistica ha tremato.
L’ACEA ha già avvertito: se la situazione non si risolve in fretta, entro dicembre potremmo assistere a nuovi stop produttivi. La VDA tedesca parla apertamente di rischio “a effetto domino” per i fornitori Tier 1 e Tier 2.
La Cina, prevedibilmente, non l’ha presa bene: ha risposto con restrizioni sull’export dei componenti prodotti da Nexperia nelle sue fabbriche locali.
Morale della storia? L’Europa ha scoperto che anche i chip “banali” possono diventare armi geopolitiche.
💡 La lezione per il Procurement
Nel 2025 il vero vantaggio competitivo non è il prezzo, ma la trasparenza di filiera. Chi non sa dove — e da chi — vengono prodotti i propri componenti, non ha una strategia ma una scommessa.
È tempo di trattare anche i fornitori “minori” come partner strategici, di diversificare e costruire piani di continuità solidi. La resilienza costa, ma la fragilità costa di più.
🔗 Fonti: Governo NL, AP News, Financial Times, The Guardian




